Progetto STRABUF

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PROGETTO STRABUF

Il progetto STRABUF - Strategie per il miglioramento della redditività dell'allevamento bufalino - ha l’obiettivo di implementare alcuni indicatori di redditività dell’allevamento bufalino attraverso indagini specifiche mirate al miglioramento delle caratteristiche del latte.

In particolare, il progetto comprende diverse professionalità che operano nella filiera bufalina:

-Capofila sarà il Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali (DMVPA) dell’Università di Napoli Federico II. I ricercatori del DMVPA, capitanati dal Professore Gianluca Neglia, hanno esperienza pluriennale nel comparto bufalino; oltre al coordinamento, il ruolo del DMVPA sarà di migliorare le attuali tecniche di allevamento adottate nelle aziende bufaline, con particolare riferimento alla gestione alimentare degli animali ed all’ottimizzazione delle tecniche di mungitura

-Il Dipartimento di Agronomia Animali Alimenti Risorse Naturali e Ambiente (DAFNAE) dell’Università degli Studi di Padova, che vanta competenze e esperienza pluriennale nel settore dell’allevamento della vacca da latte e nell’applicazione di tecnologie mirate al miglioramento genetico e dell’efficienza produttiva degli animali

-Il Dipartimento di Medicina di Precisione (DMP) dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, che si occuperà della determinazione nel latte dei livelli di alcuni metaboliti bioattivi con ruolo funzionale per la salute umana

-Associazione Regionale Allevatori Campania (ARAC), che da anni svolge attività sul territorio a fianco delle aziende agricole associate

-Azienda Don Giovanni, ad elevata vocazione agricola ed in particolare zootecnica. Produce foraggi e cereali destinati all’ allevamento della bufala Mediterranea Italiana. Il prodotto trasformato che si ricava da tale attività, è commercializzo dall’azienda di famiglia, nel caseificio “La Marchesa”

-L’azienda agricola Alfonso Chiappari, ad indirizzo foraggero-cerealicolo-zootecnico, con una spiccata propensione allo sviluppo tecnologico. La specie allevata è la bufala Mediterranea Italiana da cui si ricava latte da destinare alla trasformazione per la produzione della mozzarella di bufala campana.

-La società cooperativa agricola La Marchesa è da diversi anni impegnata nel settore lattiero caseario, attraverso la gestione della cooperativa La Cirillo. L’azienda lavora ogni anno circa 8200 tonnellate di latte, proveniente per la maggior parte da aree Dop e per la maggior parte conferito da soci, con una produzione di mozzarella che nel 2012 si è attestata a circa 2000 tonnellate. Il pieno soddisfacimento dei requisiti di qualità e sicurezza alimentare è l’obiettivo principale che l’azienda si pone.


In una fase iniziale si provvederà alla creazione di un database informatizzato in cui saranno integrate le informazioni a livello individuale (singola bufala) riguardanti i parametri produttivi (data di controllo, giorni di lattazione, ordine di parto, produzione di latte giornaliera e previsione a 270 giorni), qualitativi del latte (grasso, proteina, caseina, lattosio, urea, cellule somatiche) e riproduttivi (età, età al primo parto, data parto, interparto) relativi alle aziende coinvolte nell’ambito dei controlli funzionali svolte dal partner ARAC dal 2013 al 2017.

In seguito saranno selezionate circa 50 aziende in cui sarà effettuata una questionnaire survey per registrare le principali tecniche manageriali adottate (strutture, razionamento, tecniche di mungitura, ecc.). Tutti i dati saranno analizzati mediante software statistici, per evidenziare le principali fonti di variazione quali-quantitativa di latte e le interrelazioni tra produzione e riproduzione.

Verranno prodotti report riguardanti:

-effetto del mese e stagione di parto sulle performance produttive e riproduttive

-effetto della conta di cellule somatiche del latte sulle performance produttive e riproduttive

-effetto dell’efficienza di utilizzazione dell’azoto nella razione della bufala (urea su proteina totale del latte) sulle performance produttive e riproduttive

-effetto dell’età al primo parto sulle performance produttive e riproduttive

Si prevede inoltre di ottenere informazioni strategiche per il miglioramento della sostenibilità e della redditività aziendale, attraverso la descrizione di indicatori tecnici e benchmarks relativi all’allevamento della bufala Mediterranea.

Nelle aziende dei partner saranno effettuati prelievi di alimenti zootecnici e le bufale in produzione saranno divise in due gruppi omogenei per giorni in lattazione e produzione. Saranno formulati due piani di razionamento differenti per base foraggera utilizzando foraggio verde sfalciato precocemente (Gruppo V) o fieno (Gruppo S).

Mensilmente saranno registrate le produzioni e su 30 soggetti/gruppo saranno raccolti campioni individuali di latte per analisi dei parametri di attitudine casearia, acidità, profilo proteico e spettroscopia MIRS. Contestualmente saranno raccolti campioni di sangue per la valutazione del profilo metabolico. Tutti i dati saranno analizzati con appropriati software statistici.

Sulla base delle analisi effettuate verranno prodotti:

-10 modelli di predizione per le caratteristiche di attitudine casearia, acidità e composizione proteica

-1 report riguardante l’effetto del mese e stagione di parto sulle caratteristiche di attitudine casearia, acidità e composizione proteica

I risultati che si prevede di ottenere riguardano:

-incremento della sostenibilità ambientale per l’utilizzo di diete basate su frequenti sfalci di foraggi, ad elevata asportazione di azoto

-valutazione delle caratteristiche tecnologiche del latte bufalino e creazione di modelli di predizione MIRS da utilizzarsi a livello di popolazione

-valutazione del profilo metabolico in relazione al benessere degli animali, alle performance produttive e riproduttive

Verrà analizzato il profilo funzionale del latte bufalino nel corso della lattazione in soggetti mantenuti in diverso regime alimentare. A cadenza bimestrale per tutta la durata della lattazione, i due gruppi V ed S saranno munti separatamente e saranno effettuati prelievi di latte di massa. Lo stesso giorno il latte dei due gruppi sarà lavorato separatamente presso il caseificio del partner e saranno effettuati prelievi di mozzarella e altri derivati de latte. I campioni di latte e derivati saranno analizzati per valutare i livelli di glicinabetaina, gamma-butirrobetaina, prolina-betaina, carnitina e acilcarnitine a catena corta, tra cui propionilcarnitina, isobutirrilcarnitina, butirrilcarnitina, 2-metilbutirrilcarnitina, 3-metilbutirrilcarnitina. Analogamente, i campioni di derivati del latte saranno successivamente analizzati, previa preparazione di estratti idrosolubili. Infine, in base al profilo di metaboliti, sarà studiata la loro funzionalità mediante la valutazione del potere antiossidante.

Si prevede di ottimizzare il protocollo per l'estrazione della frazione idrosolubile del latte e derivati con una resa > del 90%; di descrivere il profilo analitico di carnitina, acilcarnitine a catena corta, precursori fosfolipididici e betaine, e di aumentare il potere antiossidante del latte.

Gli indicatori legati alla redditività, che faranno riferimento ad aspetti produttivi (produzione e qualità del latte), benessere (cellule somatiche) e riproduttivi, saranno individuati attraverso simulazioni statistiche a cui saranno legate informazioni di tipo economico e saranno espressi sia in termini di redditività/bufala, che per un allevamento “modello” della regione Campania. Gli indicatori di sostenibilità aziendale saranno basati su indicazioni di gestione aziendale e miglioramento delle condizioni di benessere degli animali.

I modelli di predizione sviluppati e validati mediante procedure statistiche saranno convertiti in modelli .cal ed installati con software dedicati sul Milkoscan FT+ presso il laboratorio di ARAC, che potrà svolgere in routine le analisi relative all’attitudine alla coagulazione del latte, acidità e composizione proteica. Il risultato generale sarà il miglioramento della redditività e sostenibilità delle aziende bufaline attraverso l’applicazione degli indicatori, che potranno anche essere utilizzati dal partner per il monitoraggio della variazione degli stessi anche al termine del progetto: ciò garantirà un continuo e progressivo miglioramento delle condizioni degli allevamenti e degli allevatori, individuando eventuali criticità e punti di debolezza del sistema.

Infine, per tutta la durata del progetto sono previste misure di accompagnamento e divulgazione, al fine di rendere i risultati fruibili alle aziende del comparto bufalino. Canali di disseminazione dei risultati progettuali:

-Sito di riferimento del progetto è https://www.strabuf.it/

-Sul sito Cosvitec, partner di progetto è stata creata una sezione http://www.cosvitec.com/index.php/it/progetti-realizzati/strabuf che descrive le generalità del progetto di ricerca

-Sul sito del dipartimento di medicina veterinaria e produzioni animali della Federico II di Napoli (https://www.mvpa-unina.org/ricercainternazionalizzazione/ricerca/progetto-strabuf_730.xhtml) verranno pubblicizzate le giornate di diffusione e condivisione delle informazioni raccolte in corso di progetto

-Nella sezione dedicata al comparto bufalino sul sito https://www.ruminantia.it/bufalantia/ verranno caricati lavori scientifici prodotti a partire dai risultati ottenuti e dalle collaborazioni che orbitano intorno al progetto

-Sulla pagina Facebook del progetto di ricerca: https://www.facebook.com/strabuf/, verranno proposti aggiornamenti circa lo stato di avanzamento delle attività di ricerca

-Sul canale Youtube (https://www.youtube.com/watch?v=Cr-Pwe4GfHA&feature=youtu.be) verranno organizzati webinar, riunioni streaming e verranno caricati filmati delle attività svolte, con l’obbiettivo di garantire la massima diffusione delle conoscenze acquisite